Il duomo di Spira


La trasformazione del duomo di Spira, eseguita tra il 1082 ed il 1106, segna il momento in cui la cultura dell’impero giunge ad aderire pienamente alla concezione organica, strutturale e figurativa del romanico. Il primo grande impianto, costruito dal 1030 al 1061, presentava tre navate su pilastri, transetto sporgente, abside fiancheggiata da due torri e fronte su portico; la trasformazione di fine secolo comprende la ricostruzione del transetto, dell’abside e sopratutto il rinnovamento della partitura nella grande navata, operazione diretta a rendere possibile l’innesto di una copertura a volta. La navata era composta da 12 arcate singole su pilastri, inserite sopra semicolonne addossate ed alte fino ad includere le finestre (motivo ispirato alla basilica di Treviri), è stata rifatta nelle intelaiature con l’aggiunta di un risalto ogni due pilastri, ricavando così un sistema alternato di sostegni principali e secondari, quindi la serie dei pilastri principali diventa l’ossatura primaria, preparata a ricevere i contrarchi. In questo modo l’interno della cattedrale, dominato dalla grande navata, appare marcato dal ritmo serrato ed imperioso delle altissime arcate (vero ordine colossale posto ad assicurare l’unità figurale dell’impianto). Nel duomo di Spira si manifesta più chiaramente la tendenza del romanico tedesco ad assegnare una maggiore importanza alle fronti esterne, specialmente mediante l’accentuata ripresa di soluzioni tipiche dell’architettura carolingia ed ottoniana, quali la collocazione di grandi volumi di fabbrica contrapposti (quali navi, torri, tiburio, massiccio occidentale, transetto, cui si aggiungono gli elementi di provenienza lombarda come partiture su lesene, arcate, archetti pensili, gallerie e loggiati).
In questo monumento da una pianta semplice e compatta si innalza nello spazio un complesso architettonico variato e mosso, in cui lo slancio verticale delle quattro torri risalta sulle masse orizzontali della navata, e dove il blocco costituito dal transetto e dal coro, con torri e tiburio si contrappone a quello del corpo occidentale, dotato di altre due torri e di un secondo tiburio. Il gruppo delle grandi cattedrali renane (alle quali si aggiungono Laach, Worms e Magonza) mantengono tutte saldamente la pianta germanica a cori contrapposti ed accessi laterali.

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