Architettura cluniacense e l’abbazia di Cluny


Quello che andremo adesso ad analizzare sono le tre fasi dell’abbazia di Cluny e con esse indicheremo i caratteri dell’architettura cluniacense, infatti per quanto riguarda l’ordine cluniacense (un’ordine monastico benedettino), la regola  ha influenzato in maniera determinante l’architettura. E’ importante Cluny perché è un’architettura che si pone come cerniera tra quelli che sono i caratteri distintivi dell’architettura romanica rispetto a quelli che saranno i caratteri peculiari dell’architettura gotica, nel senso che compariranno (ancora prima che nell’architettura cistercense) degli elementi architettonici che al momento rimangono puramente estetici, ma che nell’architettura gotica assumeranno un carattere strutturale importante (come la presenza dell’arco spezzato, che non ha i caratteri statici dell’architettura gotica e del suo arco a tutto sesto, in quanto funziona ancora come un’arco a tutto sesto).
Cluny è una cittadina della Borgogna di fondazione romana, la quale con il tempo e sotto l’imperatore Carlo Magno fu donata, con tutti i suoi possedimenti a Guglielmo d’Aquitania, detto il Pio, il quale decide di donare tutta la proprietà all’abate Bernone, il quale già reggeva una piccola abbazia di monaci riformati secondo l’ordine di Benedetto di Aniane, il quale aveva riformato la regola di San Benedetto da Norcia. Bernone aveva dato un ruolo predominante alla preghiera e alla liturgia religiosa, imponendo ad ogni monaco l’obbligo dello svolgimento di una messa quotidiana, proprio la necessità da parte della comunità monastica di dover celebrare quotidianamente la messa ha derivato in campo architettonico la necessità di avere molti altari all’interno della chiesa stessa perché spesso le celebrazioni della messa avvenivano in contemporanea. Un’altro ruolo molto importante che Benedetto di Aniane aveva dato al nuovo ordine riformato era l’inno dei salmi, i quali andavano cantati, per cui anche il canto, con le sue necessità avrà un ruolo importante nella determinazione dello spazio architettonico in termini di acustica, quindi la necessità di avere degli spazzi non bassi ma delle navate piuttosto alte era fondamentale per un’acustica eccellente.
Altro elemento fondamentale furono gli ambiti di preghiera, che determineranno la costituzione all’interno di questi complessi monastici la formazione di ampli corridoi dedicati hai momenti di preghiera dei monaci.
Tutta l’economia del monastero veniva portata avanti dai campi tutt’attorno, perché nel momento in cui Guglielmo il Pio dona le sue proprietà, dona anche i suoi contadini, i quali diventano proprietà di questo nuovo convento.
L’abbazia era talmente importante che quando Roma sarà in pericolo, le reliquie che qui erano custodite furono in parte spedite a Cluny per essere conservate, questo dal punto di vista architettonico comportò un’ulteriore sviluppo dell’edificio religioso; non a caso nel suo momento di massimo splendore 1100-1200 raggiungerà le dimensioni di San Pietro.
Cluny, a differenza dei monasteri cistercensi, sarà un punto accentratore, nel senso che avrà numerose derivazioni, che dal punto di vista della gestione dell’ordine erano tutti delegati a Cluny, qui venivano portate tutte le offerte che arrivavano dai vari monasteri e naturalmente questa opulenza dal punto di vista economico diede luogo in ambito architettonico a strutture che riflettevano la magnificenza dell’ordine, in particolare sono architetture che dal punto di vista della decorazione devono essere didascaliche (come accade nelle chiese romaniche), sopratutto attraverso la scultura.
In generale le varie abbazie cluniacensi sono tutte diverse tra di loro, in funzione delle preesistenze architettoniche, ma anche in funzione delle diverse esigenze dei singoli monasteri.
Il Borgo di Cluny si era sviluppato lungo una via di pellegrinaggio ed era prevalentemente dedicato all’agricoltura; la necessità della presenza degli altari sarà indicativo per le architetture di pellegrinaggio, caratterizzate appunto da molte cappelle in gradi di ospitare le varie reliquie.
I momenti di maggiore interesse dell’abbazia di Cluny sono essenzialmente tre, Cluny I (che corrisponde al 927 circa, ad opera dell’abate Bernone), Cluny II (che rappresenta una sostanziale espansione della prima Cluny) e Cluny III (che non include alcuna delle architetture precedenti).
La prima Cluny era dedicata alla Vergine Maria, erano presenti al suo interno quattro altari, nei quali si svolgeva anche il culto dei morti (tipicamente cluniacense); si pensò di ampliare l’impianto e per questo venne edificata una nuova chiesa, quella che chiamiamo Cluny I

Cluny A (910-926)
L’abbazia di Cluny fu fondata nel 910 dal Duca Guglielmo d’Aquitania, detto “il Pio”; era dedicata ai Santi Pietro e Paolo, ed era la sua residenza di caccia di Cluny. Era costituita da 2 corridoi laterali, e dato dalla presenza di un transetto rettilineo in cui sono collocati tre altari, e da un altare centrale collocato in prossimità dell’ingresso.

Cluny I (926-948)
 Bernon intraprese la realizzazione di una prima chiesa, ancora piuttosto modesta definita Cluny I, che fu consacrata nel 926. Inizialmente Cluny era un piccolo edificio con coro e cappelle radiali che custodivano reliquie; in ogni cappella c’era un altare perché venivano svolte contemporaneamente più messe. L’edificio comprendeva un portico d’ingresso, un atrio che conduce alla corte, una galilea ma nessun transetto (il vano da crociera era individuato comunque da 4 colonne) e un’abside internamente circolare. È presente un campanile che va a collocarsi nel vano di crociera individuato da quattro grandi pilastri che determinano la zona dell’altare. Il campanile è un elemento fondamentale dell’architettura cluniacense. È presente anche un’abside circolare.

Cluny II
Iniziata nel 948 e conclusa nel 981 (anno della consacrazione), viene realizzata sotto l’abate Aimardo (942-965). Tra Cluny I e Cluny II non si costruiscono nuovi edifici, ma si completano quelli preesistenti. Si studiano diverse strategie per migliorare l’acustica legata alla pratica del canto. Per quanto riguarda la pianta, il coro con le navatelle si concludeva con un’abside e 2 absidiole, e aveva 2 ambienti rettangolari annessi; uno stretto transetto era preceduto da un corpo longitudinale a 3 navate di 7 campate. L’edificio, per l’epoca, aveva dimensioni notevoli. Intorno al 1000 l’abate Odilone (994-1049) aggiunse a ovest una galilea preceduta da un atrio.
Più difficile è tentare di ricostruire l’alzato dell’edificio; probabilmente la chiesa aveva un transetto basso con un alto campanile sull’incrocio col corpo longitudinale, un coro coperto da volte, una navata centrale a soffitto piano (venne voltato soltanto al tempo di Odilone) e 2 campanili che segnavano l’ingresso della galilea. La navata fu demolita poco dopo il 1118 per ingrandire il chiostro mentre il coro, il transetto, la galilea e l’atrio scomparvero nel XVIII secolo.

Cluny III
Fu iniziata nel 1088 e fu consacrata nel 1095. Fu costruita sotto l’abate Ugo (1049-1109) e finanziata da Ferdinando I di Castiglia. La costruzione del nartece, intrapresa in seguito, si prostrasse fino al XIV secolo. Gli architetti che si occuparono del progetto furono un matematico e un musicista (uso di archi a sesto acuto, scelti non per via strutturale ma per una migliore acustica). Cluny III fu la più grande chiesa del Medioevo (fu l’unico edificio religioso a superare le dimensioni di San Pietro).
Il corpo longitudinale, suddiviso in 13 campate, aveva 5 navate; tra i 2 transetti di diversa ampiezza, sormontati da 4 campanili impostati su cupole, erano comprese 2 campate di coro a 5 navate e, al di là del piccolo transetto, il coro proseguiva con una campata a 3 navate, seguita da un deambulatorio più stretto con 5 cappelle radiali.
Sia in pianta che in alzato ci sono elementi che anticipano il gotico; le caratteristiche architettoniche sono la navata allungata con navate laterali, il transetto sporgente stretto e più basso della navata; il coro sviluppato a gradoni (origine mozarabica); le absidiole a forma di ferro di cavallo e la presenza di corridoi laterali.
In alzato si nota la presenza del campanile che si colloca nel vano di crociera, e un vano rettangolare che introduce al coro; la decorazione esterna è effettuata a pensili.
Cluny III si colloca come fondamentale nel passaggio tra architettura romanica e gotica sia in pianta che in alzato.
Appare l’arco spezzato (anche se somiglia all’arco a sesto acuto non funziona ugualmente): esso si riteneva essere quello che consentiva una maggiore diffusione del suono. L’arco formalmente è a sesto acuto ma strutturalmente no, resta nell’ambito dell’architettura
romanica basato sulla giustapposizione di campate. L’impianto è regolato da sistemi proporzionali, presenta un doppio transetto, e un coro a cappelle radiali caratterizzato da un deambulatorio.

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