La cattedrale di Reims


Il nuovo tipo di alzato a tre piani con claristorio fortemente ampliato, stabilito nella navata di Chartres ebbe grande risonanza e venne ben presto ripreso, il modello infatti affermava una concezione del progetto come metodo e come approccio analitico ai problemi, corrispondente all’atteggiamento di pensiero sistematico e razionale degli ambienti dell’Ile de France; inoltre consentiva un’adeguato utilizzo degli archi rampanti in modo semplice e logico, collegandole con un desiderio di monumentalità affidato essenzialmente al grande sviluppo delle dimensioni e alla ricerca di un’equilibrio e di un’armonia tra le parti (perseguita attraverso l’utilizzo di rapporti semplici e musicali). Si tratta di un periodo di intensa attività architettonici, con la costruzione delle cattedrali di Chartres, Reims e Amiens, un periodo che viene anche chiamato con il termine di altogotico, per indicare il culmine della parabola del gotico in un periodo che va dal 1195 al 1230.
La cattedrale di Reims (1210) adotta insieme al modello dell’alzato anche il pilastro di Chartres, ma con una correzione, ovvero le quattro colonnette del primo ordine hanno un capitello alto quanto quello del nucleo centrale, per cui troviamo una fascia continua scolpita con ricche forme naturalistiche e sormontata da un’unico abaco, assimilabile ad un quadrato con gli angoli arrotondati, favorendo una lettura più immediata del pilastro incantonato.
Anche nell’impianto planimetrico Reims riprende la cattedrale di Chartres, anche se il corpo longitudinale è più lungo, il transetto meno sporgente ed il coro presenta cinque cappelle serrate l’una all’altra; ma le variazioni più significative riguardano la struttura della parate delle cappelle e delle navate laterali, in particolare il disegno delle finestre, unificando le due monofore e l’oculo sovrastante, insieme ai quattro residui triangoli curvilinei ugualmente forati, in un’unica finestra archiacuta, aperta da montante a montante. La luce in questo modo si diffonde con regolarità nella navata; la novità si ritrova anche all’esterno, dove grazie alla ripetizione costante la finestra traforata diventa il motivo che contribuisce a dare un’effetto di unità alla struttura, cui concorrono anche gli alti contrafforti verticali e dei pinnacoli fortemente acuti.
Come a Chartres anche Reims è caratterizzato dall’assoluto equilibrio tra slancio verticale e solidità materica delle strutture, ma a Reims le linee verticali prevalgono sulle orizzontali, inoltre mai come a Reims l’architettura gotica ha cercato una rigorosa corrispondenza tra la proiezione esterna e lo spazio interno e nello stesso tempo la massima chiarezza ed unità espressiva, mediante la ripetizione di elementi specifici.

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